sopravvivere alla realtà... consigli inutili di andrea morelli
Cinefilia del Boudoir
Su Blob: un culo quasi perfetto, incorniciato da un reggicalze assassino... subito dopo la faccia di Margherita Hack...
un simulacro da adorare contro la scienza che non comprende...
Lolita contro le scimmie di "2001"...
Glenn Gould intervistato su Millepiani...
Veritas Tv
Potere del giornalismo televisivo direttamente copiato da un libro(Gomorra): un servizio sul lavoro nero e sull'evasione fiscale nel porto di Napoli, passato a Ballarò, scandalizza il sindacalista Epifani..."un pugno nello stomaco", dice serio, serio...
nel pronunciare queste parole ha la stessa, esatta faccia, del "caporale" che scaccia malamente il reporter...
Italia Smobile
Evidentemente, 69 milioni di utenze di telefonia cellulare su una popolazione di circa 58 milioni di persone, non bastano a convincere un manager a non vendere l'ultimo gestore di telefonia cellulare non straniero (Tim). Gli italiani hanno inventato il telefono. Un italiano ha sviluppato l'algoritmo che sta alla base del funzionamento dei cellulari. La società in questione ha inventato la carta prepagata, aprendo gli occhi a tutte le company del pianeta sulla massificazione della telefonia mobile. Altri italiani hanno creato la seconda compagnia italiana, partendo dalla meccanica delle macchine da scrivere. Una storia di business portata ad esempio nelle università americane (Omnitel). Ora è anglo-tedesca. E' stata venduta dall' allora amministratore che poi ha scalato l'altra (Tim) per poi rivenderla all'attuale proprietà. Il terzo gestore(Wind) fondato dalla compagnia nazionale di energia elettrica è stato venduto ad un gruppo egiziano, immensamente meno grande del gestore stesso, e finanziato(!) da banche italiane. Il quarto gestore (Tre) è per la quasi totalità cinese. Ognuno dei nuovi proprietari delle ex-compagnie telefoniche nate in Italia, vede il mercato italiano come un salvadanaio immenso sempre pronto a salvare e ripianare le difficoltà di altri mercati. L'italia, per queste compagnie, somiglia sempre più all' edicola per un drogato in crisi di astinenza: un bancomat infinito, una sorgente di profitti da spremere a più non posso tramite invenzioni assurde e inutili come tv sul cellulare, suonerie, e altre baggianate, definite dai creativi del marketing con il termine di "contenuti". Certo, da un paese che non produce quasi più niente (neanche fossimo l'Islanda), dove tutte quelle splendide marche, prodotti geniali che da bambino vedevo su Carosello, sono finite in mano a multinazionali straniere, non c'era da aspettarsi altro. Siamo specialisti nel pagare architetti famosi per "ricontestualizzare" fantastiche fabbriche vuote che hanno fatto la storia della nazione e del design. Al massimo potranno trasformarsi in palcoscenici per le sfilate di moda, ultimo baluardo di un made in Italy che sta usando la propria creatività per far lavorare chiunque fuorchè gli italiani. Niente più acciaierie, niente elettronica, poca meccanica, in declino. Soltanto banche, specializzate nel prestare soldi alle persone sbagliate. Se mai qualcuno (mi chiedo chi, visto che non produciamo una materia prima che sia una) ci volesse invadere, non avrà da fare poi molto. Ci staccherà la corrente elettrica, spegnerà i ponti dei telefoni cellulari, chiuderà i condotti di metano e petrolio e verrà a comprarci. Più che un'invasione sarà un'acquisizione.
Ace
Alla recente semifinalista degli Us Open, la serba Jelena Jankovic, un giornalista sportivo americano, ha chiesto quale era stato il momento più duro della sua carriera. Lei, gelando la sala stampa, ha risposto: "i bombardamenti Nato su Belgrado"...
Club Fed
Vedendo il match di secondo turno di Roger Federer, agli US open iniziati la scorsa settimana, ho assistito a uno di quei "Federer moments" che D. F. Wallace descrive bene nell'articolo di ieri su Repubblica. Un colpo impossibile fatto con la normale e distaccata perfezione con cui Nureyev danzava. Stava giocando contro Henman, il Roger planetario, un quasi campione e uno degli ultimi esponenti del gioco classico e d' attacco. Tim, sapendo di perdere, aveva deciso di attuare la tattica più indolore: avanti tutta e sempre. Inutile stare a palleggiare dal fondo contro un tipo simile, sarebbe imbarazzante. In una delle sue discese a rete, Henman gioca una voleè molto profonda quasi addosso a Federer che colto di sorpresa dalla profondità della palla e ormai troppo in ritardo per spostarsi allarga le gambe, passa la racchetta dietro la schiena e rimanda la palla colpendola là in mezzo, al limite del secondo rimbalzo. Henman, ipnotizzato, restituisce una palletta comoda come un allievo alla prima lezione e sorridendo guarda la scia di colore che il successivo passante vincente di Roger traccia nell' aria. La vedo dura per tutti. Anche per quelli che non giocano più.
A proposito: il Kid di Las Vegas, alias Andre Agassi ci lascia. Ultimo torneo per lui e ultima partita, battuto da uno sconosciuto tedesco dal nome famosissimo: B. Becker. Benjamin non Boris, però. 36 anni sono troppi per tutti. Resterà nella storia per aver vinto tutti e quattro gli slam, talento atipico ma limpido come pochi.