sopravvivere alla realtà... consigli inutili di andrea morelli
A caso
Colto da improvviso e devastante temporale mi rifugio in libreria inseguito da almeno due venditori di ombrelli, sei turisti con cappello della fiorentina e una dozzina di americane dotate di orribili ciabatte infradito. Scendo nel sottosuolo della libreria: storia e filosofia, certo di non essere seguito in quell'anfratto oscuro. E' così. Solo. Il commesso in lontananza si trastulla al computer. Uno sguardo alle ultime uscite: maneggio la recente edizione tascabile di "Essere e tempo". Agile e maneggevole. Per un libro del genere non è poco. Alla copia che già possiedo servirebbe un leggio perenne, tanto è ingombrante. Sfoglio a caso: "Finire non significa necessariamente giungere a compimento. Finire significa prima di tutto cessare". E' tornato il sole. Compro e porto a casa.
Gallerie
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questa era... ... .. tima noti... ... ... ... prossima ed... ... ... ...
Danno minore
Nel cantiere davanti a casa mia e non solo, i muratori senza caschi né protezioni hanno lavorato anche oggi, altrimenti avrebbero perso la giornata e dovuto assistere al concerto del primo maggio...
Meteo
In Toscana, da giorni, piove quasi ininterrottamente. Sembra che il cielo, affranto dal risultato delle elezioni, stia spurgando tutte le lacrime tenute strette per regalarci sovversivi e "verdi" inverni soleggiati come primavere, dove non serviva neanche il riscaldamento. Tranquilli: voci molto vicine al padreterno in pectore, mi comunicano che presto torneranno le stagioni vere. Da duri. Freddo glaciale d'inverno e caldo bollente d'estate. A novembre le piogge, ad aprile (povero me!) i pollini, a giugno il grano, falciato a mano da uomini orgogliosi della propria "patria". Il nuovo ordine riformatore ripristinerà anche le mezze stagioni. Tutto sarà graduale, sicuro e certo. Come la fine.
Revisionismo
"...Mozart, compositore austriaco nato a Salisburgo, città che ha dato i natali a Herbert von Karajan..."
Muti e rassegnati
La faccia rassegnata dei miei concittadini avviati verso le urne è tale e quale alla mia che festeggia il compleanno...
auguri all'Italia e a me...
Gara di pesca
Per tutto il pranzo, da un tavolo diverso ma parallelo al mio, lancia occhiate e sorrisi leggeri verso di me. Sola, bella, giovane. Alla fine del breve pasto si alza dirigendosi verso il bancone dove servono il caffè. La seguo preparandomi il più banale degli approcci. Sono dietro di lei, già perso nei suoi capelli e nel suo profumo. Si ferma, quasi le sbatto addosso, si volta, occhi profondi in cui perdersi. Sto per dirle: "posso off..." Mi stoppa con un gesto della mano. Si avvicina al mio orecchio e sussurra con la voce più sexy del mondo: "Pesce d'aprile..." Si gira e se ne va.
Il Mago
Tutte le volte che penso di aver scattato una bella foto, guardo le sue e torno alla realtà:
Brivido
"...Ha fatto credere che tirava fuori dal cappello il cilindro del nuovo compratore..." (a proposito di Alitalia e del candidato premier con figli che salvano il mondo)
Se prima arrestava e ora governerà (spero di no) come parla, abbiamo un problema...
Vicissitudini
La pietà non esiste più. Già è la terza volta dall’inizio dell’anno bisesto che mi ammalo. Raffreddore e tosse come non mi accadeva dall’adolescenza. (A quei tempi mi salvavo col Vix Vaporub). Ennesimo crack alla schiena proprio in un momento di estasi tennistica e di decente forma atletica. Vedetelo, il poco-noto gestore di questo blog, incurvato come un giunco vietnamita sotto una tempesta di napalm, imbottito di antidolorifici, cerotti vari che non servono a niente, compensati da salvifiche sedute di massaggi (purtroppo non thai) e laser che costano più di una cena con degustazione. Mentre tossisco più di Bukowski, consumando stecche intere di fazzoletti Tempo (i migliori, i più morbidi) e cercando inutilmente di trovare posizioni che diano sollievo alla mia povera schiena, leggo un quotidiano sull’altro. Stereo a volume consistente, la mia fiammante Grieg Edition da spulciare pezzo per pezzo, casa vuota da qualsiasi, seppur piacevole, presenza femminile, e la mazzetta del sabato che la mia giornalaia “Barbie” mi mette via come da tradizione. Potrei anche sopportare i miei malanni, così. Forse. Sul primo quotidiano nazionale, leggo un articolo di uno scrittore italiano che mi piace anche. Cita, e per questo mi sta ancora più simpatico, Bernhard. Qualcosa non torna però. Lo chiama Bernhardt, quasi fosse lo zio di Sara (Bernhardt). Penso: strano, un autore cosi attento, sulla prima pagina del maggior quotidiano italiano, magari è un errore di battitura non visto(sul primo quotidiano…ecc…?! vabbè...); proseguo la lettura dell’articolo e…tac! Bernhardt di nuovo…. Allora me lo fai apposta! Allora è un complotto contro di me! I malanni e le imprecisioni. Cambio quotidiano. Secondo quotidiano nazionale ( loro dicono che sono il primo) Torna Ciarrapico, sorrido amaramente. Le elezioni del “nuovo“? Spero almeno che torni Jacobelli e la sua Tribuna politica. Non torna Diliberto. Era meglio senza tutti e due. Arrivo alla pagina di Firenze. Spettacoli. Concerto del pianista Uri Caine. Intervista e articolo. Questo Uri Caine che sarebbe anche un signor pianista di jazz è vittima delle sindrome da me scoperta e denominata “invidia delle Goldberg”. Il suddetto pianista le presenta col suo ensemble (gruppo) improvvisando su di esse...(!!!?) Inorridisco non poco. Nell’intervista, il giornalista lo paragona a Glenn Gould ( perché non lo lasciano in pace?), parla di improvvisazioni geniali (!) con “puntate” in altri “generi” musicali (generi è una parola enorme in questi casi) come il tango, il mambo ecc… Si entusiasma per la sua rivisitazione dei classici capovolti e trasformati. A volte è bello non capire. Poi arriva la perla, lo scoop: citando ancora Glenn Gould, afferma che il canadese ha inciso ben quattro volte dal 1955 al 1981 le Goldberg! Sobbalzo e penso subito di chiamare Emilio R. per sghignazzare insieme sulla enorme cazzata scritta da questo entusiasta giornalista “musicale” Anche i muri sanno che furono incise due volte e non sto a dire altro. Per cui o il giornalista “musicale” ha in mano registrazioni segrete che lo faranno diventare multimilionario per diverse generazioni o è un mentecatto che non rilegge neanche due volte quello che scrive e soprattutto chi lo controlla, il suo redattore capo o chi altro, è uguale e/o peggio di lui. Il mio non è snobismo. Se sbaglia così grossolanamente sulla musica, può farlo su qualsiasi altra cosa. Un nome di un presunto assassino, per esempio. Poi, insomma, si pensa che un giornalista che scriva di musica certe cose le sappia. O no? Non era uno dei dogmi del giornalismo: “controlla le fonti, sii preciso”. Certo, molti non sono degli psico-maniaci compulsivi come me riguardo a musica, letteratura e altre sciocchezze e quindi, leggendo questo pezzo penseranno: “questo vive male”. Certo, ma il giornalista sta peggio di me. Chiudo i giornali, nauseato. Mi viene quasi voglia di andare a fare il portaborse del “Ciarra”. Mi stendo sul tappeto seminudo (e non è un bello spettacolo, ve lo assicuro) per fare gli esercizi a terra che il massaggiatore mi ha consigliato. Addominali e stiramenti dei muscoli dorsali per spianare la contrattura. Spengo lo stereo e accendo la televisione. Non posso offendere Grieg col mio sudore. Sul canale di cinema, intervista a un’attricetta strafiga: “Chi è il tuo attore preferito? Jeremy Irons, senza dubbio… nei Duellanti era bellissimo e bravissimo… con quella divisa da ufficiale…”.
La giornalista, anch’essa strafiga, annuisce…: “Beh si…, un grande ruolo…”
Ma quale cazzo di grande ruolo? Non c’era in quel film! Cristo di un Dio! I protagonisti erano Harvey Keitel e Keith Carradine. Uno dei primi dieci film di tutti tempi, a mio immodesto parere, e te strafiga da fiction, mi confondi l’attore principale?
La schiena mi fa male, smetto con la ginnastica, spengo la tele e rimetto Grieg.
Tossisco e mi soffio il naso. Da solo.
Vocabolario/4
"Inferto un durissimo colpo" (o colpo durissimo): frase usata da media, giornali e personaggi pubblici in genere, specialmente in periodi di elezioni politiche, per comunicare ai cittadini l'efficienza degli organi di giustizia. Si tende a identificare tale frase con retate contro organizzazioni criminali di tipo mafioso e terroristico. Latitanti controllati da anni, vengono "miracolosamente" arrestati dando il massimo risalto al lavoro di "intelligence" delle forze di polizia nazionali. Recentemente sentita usare anche in merito a problemi sociali (inferto durissimo colpo alla disoccupazione), e ambientali (...durissimo colpo alla siccità, all'inquinamento e al problema dei rifiuti in Campania) In questi casi il merito è sempre del governo uscente.
Cavalcavia
Il massimo dell'amore matrimoniale è un pacato disprezzo... (letto sul pilone di un cavalcavia in autostrada)
Sgrammatic-filmaker
Un giovane regista intervistato prima di una rassegna di "corti":
"Non vedo l'ora che esce il film... voglio essere in sala che scorrono i titoli di coda per sentire i commenti del pubblico..."
Rivolta
Due ragazzi davanti ad una enorme colonna di cioccolatini in un centro commerciale. Uno dice all'altro:
"Tu che le fai per S. Valentino?"
"La lascio..."
Culto del non ritorno
Cappotto lana e cashmere spigato Raffaele Caruso
Impermeabile blu in cotone Polo Ralph Lauren
Camicia Luigi Borrelli, botton down
Maglione a "V" grigio in cashmere di Boggi, Milano
Maglione lupetto con zip, Barbour
Pantaloni Incotex in lana, antracite senza pinces, con risvolto
Scarpe Church's scamosciate con suola in para
Stop
Gentili abitanti della Terra, vi informiamo che il pianeta subirà uno stop della rotazione attorno all'asse, da oggi sino al giorno 3 febbraio '08...
Il nostro abbonato, Sig. Morelli, non ne può più di vedere gli Australian Open di notte. Lo stop servirà a far si che il nostro cliente possa godersi lo spettacolo nelle condizioni temporali ideali. Eventuali catastrofi naturali dovute alla mancata rotazione del pianeta saranno a carico dell'emittente senza ulteriore aggravio per gli abbonati.
grazie e buona visione!
Rupert Mur-GOD
Media love
In fila a Mediaworld: la ragazza davanti a me chiede al commesso se il palmare che sta acquistando ha la memoria "espansiva"...
chissà come sarebbe essere abbracciati da stormi di megabyte...
Vocabolario/3
"Non ti fai mai sentire" (vedi anche che fine hai fatto): frase usata nel periodo delle feste natalizie da persone incontrate casualmente dopo anni (parenti lontani, ex amici, ex fidanzati/e, ecc...) . Lo scopo della frase è far credere all'interlocutore di avere un qualsiasi interesse nei suoi confronti, di soffrire per la sua assenza e di stare in pena per lui. Chiaramente un falso, una messa in scena al fine di creare un senso di colpa in quel preciso periodo dell'anno. E' dimostrato che la stessa persona, in altri periodi dell'anno, fingerà di non riconoscere il parente lontano, l'ex fidanzato/a, l'ex amico/a, ecc...
Natale Barocco
Nell'augurare a tutti un Buon Natale, consiglio caldamente l'ascolto delle "Overtures" di Jean-Philippe Rameau. Agevolano l'appetito senza danneggiare l'organismo...
Proposta commerciale
Questa notte Dio mi ha fatto visita. Bell'uomo, bel vestito di taglio sartoriale e poca barba, al contrario di tutti gli stereotipi. Era in versione piazzista, voleva vendermi un nuovo tipo di anima: "Caro Andrea, lei mi è stato segnalato tra milioni di anime in attività, come una delle più bisognose. Lei è troppo buono, troppo generoso con gli altri, si concede al prossimo in modo del tutto inadatto ai tempi. In breve ci sta rovinando la piazza. Sto facendo di tutto per incattivire la vostra razza e devo dirmi bravo, state andando alla grande, però, vede, sono un perfezionista, lei, Andrea, mi manca dalla lista. La deve smettere di soffrire per gli altri, di star male se il prossimo ascolta cattiva musica o legge pessimi libri, Cristo Santo! ops... mi scusi... la faccio comporre io quella roba, per imbarbarirvi ancora di più. E la smetta di regalare bei libri a tutti quelli a cui vuole bene. Salvo rare eccezioni, loro non gliene vogliono, e il mio direttore editoriale perde clienti!"
"Mi scusi, ma... se posso...
"Faccia parlare me, per favore. Le faccio una proposta che non potrà rifiutare: Anima nuova di zecca, gelida e inattaccabile sotto tutti i punti di vista. Azzerati ricordi, sensi di colpa, illusioni perdute, e tutte quelle, mi permetta, cazzate, che le rovinano la vita. Il senso del bello sarà adeguato al suo tempo, si... insomma... glielo resetto, sarà uniformato al gusto comune. Mi voglio rovinare: in omaggio le regalo e sottolineo le regalo, un nuovissimo navigatore satellitare God-God che pochi sulla terra hanno. Mappe aggiornate di tutto il pianeta, compreso, mi segua bene, quelle di Paradiso, Inferno e Purgatorio con voce guida di Benigni. Un oggetto straordinario che tutti le invidieranno. Tutto questa non le costerà niente, per ora. Pagherà tutto quando mi renderà l'anima. Prima o poi succederà, glielo garantisco.
"Non riesco a capire se..."
"Non mi risponda subito, ci rifletta e mi faccia sapere. La contatto io..."
Sopravvivere a dicembre
Cosa fai per Natale? Dove vai per le feste? Vai dai tuoi? Venite da noi? Hai già comprato i regali? Il Natale mi deprime... Adoro il Natale! Cosa ti hanno regalato per Natale? Facciamo il regalo anche a lui? Lui ce lo farà? L'anno scorso cosa... ti ricordi? E a lei? E' impossibile farti un regalo!! Per la vigilia fai qualcosa? E per l'ultimo dell'anno? Facciamo un viaggio? Invitiamo tutti da noi? Prenotiamo? Partiamo?
Alla meta, alla meta!
L'insuperata musica verbale di Thomas Bernhard sarà in scena il primo e 2 dicembre al Teatro Studio di Scandicci. Con la produzione del Teatrino Giullare (premio Ubu 2006) verrà rappresentato "Alla Meta", uno degli scritti teatrali più oscuri e inquietanti dello scrittore austriaco. Per chi è in Toscana, da non perdere...(info 055751853)
Vocabolario/2
Io voglio che siamo solo buoni amici (vedi anche: non farti più sentire, nè vedere): tipo di frase finto-buonista (vedi anche veltroniano) spesso usata in forma di brevi messaggi di testo(sms) o di posta elettronica...
Vocabolario
Parlare sul morto (vedi anche sciacallaggio): dichiarazione a fini mediatici in uso a personaggi della poltica di alto e basso rango in occasione di eventi luttuosi tipo morti sul lavoro, morti di militari e morti di tifosi del calcio...
Emilio compra una tazza e viene a bere da me
A casa mia. Pomeriggio. Suonano alla porta, apro. E' Emilio. Tiene in mano un pacchetto:
"Ciao Andrea, disturbo?" Sono sorpreso lo credevo in Svizzera.
"Ciao... che sorpresa... stavo giusto per..." Entra tenendo stretto il pacchetto.
"Visto che viviamo in un paese quasi privo di sistema postale, sono venuto di persona"...
"Dicevo che stavo giusto per chiamarti... non mi hai fatto sapere se hai ricevuto il..."
"Ricevuto un bel niente... soltanto l'avviso. Un foglietto giallo che certifica il fatto che il pacco è andato perso. Al massimo se lo saranno rubato."
"Siediti dai..." Si distende sul divano più grande senza mollare il pacchetto. Mi guarda fisso:
"E le mie risposte? Mica avrai spedito per posta anche quelle?"
"No... no..., ecco... io ti avrei scritto. Ma sono troppe... ci devo riflettere. Previn, Karajan, Kremer e Nono... come faccio? Mai stato neanche a Bayreuth, figurati..."
Si stende ancora di più sul divano. Sembra fatto su misura per lui. "Non preoccuparti..., ho tutto il tempo. Ti ascolto..."
“Nel pacchetto c’è quello che penso? La tazza del genio?
“ Già… quasi me ne dimenticavo… tieni…”
Apro il pacchetto e spunta il faccione svizzero di Roger Federer con la coppa di Wimbledon in mano.
“Fantastica, Emilio…! Grazie davvero… una tazza da -colazione dei campioni-… vorrei ricambiare con qualcosa, visto che il libro spedito mesi fa non credo ti sia mai arrivato…”
“Solita storia… proprio no, Andrea. Che cosa era?”
“La serie Schonberg, di Glenn Gould…”
“Speriamo di aver fatto felice qualcuno… magari qualche dipendente delle poste si appassiona a Schonberg”
“Emilio, la prossima volta consegnerò a mano anche io… promesso.
“Intanto mi prendo il tuo divano” dice, allungandosi e sistemando i cuscini sotto la schiena. “Allora…? Ti sei fatto una idea su quello che ho scritto?”
“Su certe cose si…, Previn versus Haitink per esempio…
“Bene…, attacca…”
Previn nel suo periodo alla London era amatissimo dall’orchestra, tanto che quando l’amministrazione decise di licenziarlo, per le sue negligenze in fase di programmazione dei concerti, gli orchestrali si schierarono in sua difesa, minacciando l’estinzione dell’orchestra…”
“L’estinzione c’entra sempre eh?”…
“… si, insomma… fu un -caso- all’epoca-…, lo reintegrarono…
Emilio mi guarda, si gratta la testa: “d’accordo ma cosa c’entra con Haitink?”
“Previn era ed è, riguardo alla conduzione d’orchestra, un maniaco delle prove, soprattutto in quelle di accompagnamento all’esecuzione dei concerti per solista e orchestra. Molti orchestrali lo hanno odiato per questo. Anche Askenazij lo ha confermato. Solo la London che si era -battuta- per lui, poteva supportarlo a quel modo.”
“Teoria che conferma la bontà di quella incisione ma non la pessima esecuzione di Haitink,” fa Emilio togliendosi la giacca.
“Haitink è un sinfonista e un grande ma sottovalutato direttore d’opera. Le sue cose migliori sono a mio avviso Beethoven, il primo ciclo delle sinfonie edito da Philips, Brahms, Mahler, Bruckner. Quando dirige con un solista vicino, secondo me, sembra che stia seduto nel pubblico. Si annoia a non essere l’unica star…”
“Mi hai convinto: Previn altruista, Haitink titano assoluto.” Dicendo queste parole, Emilio si gira su di un fianco quasi a cercare la posizione migliore per schiacciare un pisolino.
“Hai… mm…, citato Beethoven. Che mi dici dei cicli e ri-cicli karanjani?"
“Che vuoi che ti dica… il direttore col jet personale doveva fare fatturato… ogni decennio doveva uscire un’ integrale. In questo sono vecchia maniera: non ho mai comprato il duo Karajan Philarmonia, magari sbagliando. Questa cosa che i tedeschi si alleano con gli inglesi in musica non mi è mai andata a genio. Sembrano così distanti…”
“E allora Kemplerer?”, fa Emilio. “ chi c’era più tedesco di Otto? Eppure ha fatto cose storiche con quell‘orchestra.”
“Hai ragione… ma lui non aveva i Berliner in pugno e a disposizione come Karajan. Il ciclo registrato negli anni settanta è il primo in cui vengono utilizzati i ritrovati più recenti della tecnica stereofonica. Karajan da direttore a molte dimensioni, ha sfruttato appieno queste novità, incidendo la storia, qualcuno parla delle nove sinfonie di Karajan...”
“Per cui non mi aiuti, neanche sul requiem…?
“Temo di no… anzi ti confondo le idee dicendoti che il migliore per me è proprio quello inciso da Kemplerer e la Philarmonia, con un gruppo di cantanti di classe superiore, tipo la Scwarzkopf e Fischer-Dieskau…"
“Sei un bel tipo…"
“Che fai? Mica ti starai annoiando? Stai quasi dormendo…”
Ma no…! Penso a cosa mi rifilerai su Wagner… forse è meglio passare oltre”
“Wagner non è un problema, per me, per ora…”
“Questa non l’avevo mai… mmh…(sbadiglia), sentita”. Mi guarda con un occhio solo.
“ Mi sono promesso di non toccare Wagner prima dei cinquanta anni. Magari è stupido ma sento che devo fare così… mi accompagnerà in vecchiaia. Tutte le volte che provo ad ascoltarlo mi sento inadeguato, mi svuota dopo neanche mezzora. Credo che il 2017 sarebbe perfetto, più per me che per te.”
“Allora ci andremo insieme… ci serviranno delle badanti però…
“Giovani e vikinghe” faccio io.
“Pazienti e appassionate… di musica, s’intende” risponde Emilio. Ormai mi parla a occhi chiusi. Credo sia stanco del viaggio.
“Vuoi riposarti un po’? Ti sveglio per cena… prenoto da qualche parte…”
“No, no figurati… mica abbiamo finito… Quel russo lì non lo capisco mica tanto… è a doppia faccia…”
“Chi Afanassiev… giusto?”
“… … si, …”
“Immagino ti riferisca alla sua attività di romanziere?”
“Si… ma non solo…, vuol fare anche l’attore… recita in teatro accompagnandosi al pianoforte.Troppe cose e poco tempo per lo studio…”
“ Questo vale per ogni esecutore direi…, comunque per il poco che ho sentito, io noto amante dei “morti”… sembra un pianista dotato, molto moderno, freddo più di un iceberg siberiano. Resto, tra i viventi, per Zimerman.”
“Già, già… Zimerman… potresti farmelo sentire… magari in una incisione in cui si era svegliato dalla parte giusta del letto.”
“Qual è quella giusta? Io spesso penso che siano entrambe sbagliate, ma ascolta il primo di Brahms con Bernstein e ti ricrederai. Vado a cercarlo."
“ Scappi per non dirmi cosa si sono detti Nono e Kremer?”
“ No… andavo soltanto a rovistare tra i cd… non si lasciano mai trovare e io li ricompro… uguali. Ho una collezione di -doppie e triple copie- invidiabile… poi non saprei proprio cosa dire su loro due. Nono l’ho sempre frequentato poco, sono diffidente. Politica e musica. Dovremmo parlarne qualche volta. Kremer è un gigante, scelte di repertorio non convenzionali, magistero tecnico. Il migliore. Ho ordinato le sonate di cui parli, vedremo… magari faranno parte di qualche “ascolto” futuro.”
“Mentre cerco Brahms ti verso da bere?
Emilio ha abbracciato uno dei cuscini del divano: “Non resisiti eh? Vuoi provare la tazza? E proviamola allora… un caffè mi sveglierebbe un po’…”
“Magari divento bravo come Federer… magari la tazza ha poteri nascosti… insieme al caffè ti porto anche una grappa di Brunello, funziona meglio.”
Esco dal soggiorno e vado in cucina. Dopo aver messo il caffè sul fuoco, cerco il cd di Zimerman. Lo trovo stranamente in fretta. Mi torna in mente una frase di Wittgenstein di cui non ho mai trovato la spiegazione, pronunciata proprio ascoltando un pezzo di Brahms e riguardante i musicisti dell’ottocento e il piede caprino. Forse Emilio ne sa qualcosa. Il caffè è pronto, lo verso e rientro in soggiorno.
“Sai cosa volevo chiederti da tempo…?… Emilio…?”
Dorme, sembra morto. Mi avvicino per sentire se respira. Sbuffa leggermente quanto basta per rassicurarmi. Mi siedo in poltrona e appoggio il suo caffè sul tavolo.
Mentre bevo dalla mia nuova tazza penso che il divano è esattamente della sua misura. (fine)